Home
Messaggio
  • Questo sito usa cookies

    Questo sito utilizza cookies di sessione , di navigazione e di terze parti per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Continuando a navigare su questo sito accetti il loro impiego.

    Maggiori informazioni

Dall'archivio foto

2011_05_05_18_58_270200.JPG

Visitatori

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi113
mod_vvisit_counterIeri59
mod_vvisit_counterQuesta settimana664
mod_vvisit_counterLa scorsa settimana1697
mod_vvisit_counterQuesto mese5475
mod_vvisit_counterLo scorso mese9769
mod_vvisit_counterTotali151498

We have: 6 guests online
Tuo IP: 54.167.196.208
 , 
Oggi: Apr 20, 2018

Sondaggi

Che ne pensate del colore di Janara?
 
 
Vacanze in barca a vela - benvenuto a bordo di Janara
Crociera 2017 - 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da ruggiero ascione   
Martedì 16 Gennaio 2018 00:00

E siamo arrivati al 2018.
Questi ultimi mesi sono passati in un lampo e neanche ce ne siamo accorti.
Non avere l'assillo del tempo è un gran regalo ma, che dia assillo o meno, scorre comunque a velocità incredibile.
Una nostra nuova amica, una simpaticissima signora 60enne inglese, diceva qualche giorno fa : quando lavoravo non avevo un minuto libero, adesso che sono in pensione non trovo un secondo.
Ed è proprio cosi.
I tempi si dilatano, le priorità cambiano e il tempo passa.
Di certo non ci annoiamo.
Qui il tempo metereologico è prevalentemente bello, le temperature non scendono sotto i 12-15 gradi neanche di notte e se spira vento da sud, cosa che di questa stagione accade spessisimo, si viaggia tranquillamente oltre i 20 con punte di 25 anche a dicembre.
Quando sentiamo gli amici e parenti di Venezia che ci raccontano di nebbia, gelo, pioggia facciamo fatica a mettere a fuoco l'immagine,
per quanto sia una situazione che ben conosciamo.
La Sicilia è proprio un bel posto.
Tante cose interessanti da vedere, Cibo fantastico, gente cordiale e clima piacevole.
Cosa abbiamo fatto in questi mesi?
A luglio c'era stata una "falsa partenza".
La prima,insonne, notte, la passiamo a Cittanova in una specie di tagadà galleggiante per le onde che entrno dirette in porto.
La sera successiva una pioggerellina gentile si trasforma in un mini uragano nel giro di 5 minuti. Ci terrorizza per un quarto d'ora e come era arrivato se ne va.
Un paio di giorni tranquilli e siamo oltre metà Croazia. Grecia aspetta, stiamo arrivando.
Pia illusione. Trovo una perdita di olio nel vano motore, piccola ma preoccupante. Che fare? Torniamo a casa e vediamo cos'è.
In conclusione torniamo alla base e smonto 1/2 barca per sistemare il problema, si trattava di un banalissimo o-ring del costo di pochi centesimi.
Visto che sto lavorando ne approfitto per ulteriori revisioni/miglioramenti e anche l'altra metà barca viene smontata e rimontata.
Ripartiamo la terza settimana di agosto.
Quello che era un obiettivo da raggiungere con estrema calma si è trasformato radicalmente.
Non abbiamo una vera fretta ma settembre è alle porte e con la sua fine anche il cambio stagione con i suoi temporali, le giornate sempre più corte e le temperature che si abbassano.
Comunque sia, navighiamo per la Croazia con sufficente calma, gustandoci questi luoghi che, presumibilmente, non rivedremo per un bel pò di tempo.
Arrivati a Dubrovnik decidiamo di saltare sia il Montenegro che l'Albania.
Sono oltre 30 ore di navigazione ininterrotta, la più lunga che abbiamo affrontato fin'ora.
Un filo di preoccupazione, soprattutto per la stanchezza che si potrebbe accumulare, ma si parte fiduciosi.
Saremo fortunati. Navigazione tranquilla, delfini che ci accompagnano per lunghi tratti.
Come al solito le acque al largo della Albania e del Montenegro sono a dir poco deserte. Non si incontra una barca neanche a cercarla.
Solo molto più al largo intravediamo navi traghetto o da crociera.
Il radar e l'AIS ci danno una mano durante la notte.
Arriviamo a Erikoussa dove stanno costruendo un nuovo molo.
L'isoletta è molto piccola ma carina e le costruzioni che stanno spuntando un pò dappertutto per ora non l'hanno ancora deturpata, anzi.
Speriamo che in futuro non diventi un altro posto da evitare.
La metà finale in Grecia è il porto fantasma di Argostoli sull'isola di Cefalonia.
E' un posto di cui vi abbiamo già raccontato 2 anni fa, ricorderete il gatto Romeo spasimante di Jana.
Non è cambiato niente. Tutte le caratteristiche per cui si può amare o fuggire come fosse il demonio sono rimaste identiche.
Visto che a noi piace rimarremo qui una quindicina di giorni.
E' l'occasione per incontrare nuovamente Omero e Maura, cosa che ci fa immenso piacere, anche se loro sono in partenza e possiamo stare insieme solo poche ore.
Non siamo i soli a cui questo posto piace.
Facciamo conoscenza con quelli che diventeranno velocemente nuovi amici.
Nano, un artista spagnolo che quando non gira il mondo con le sue opere, naviga in solitario per la Grecia. Gentile, simpatico e disponibile con tutti.
Bruno e Omaima, italiano lui, tunisina lei che ci hanno deliziato con un cous-cous fantastico.
Roberto e Michela, insieme a loro e agli altri molte serate passeranno velocemente e piacevolmente.
E' già ora di ripartire. La località in cui sverneremo ci aspetta e non è per niente vicina.
Una serie di perturbazioni che si susseguono lasciando poche ore di tempo decente tra una e l'altra, ci trattiene per alcuni giorni.
Abbiamo bisogno di una finestra di tempo buono di almeno 48 ore ma le previsioni non ci sono amiche.
Alla fine decidiamo di partire confidando in una previsione che se buona non è, ci lascia almeno la speranza che le condizioni non saranno troppo avverse.
Sarà una traversata molto dura.
Già nel tardo pomeriggio, dopo 14 ore di navigazione, vento e mare aumentano.
Groppi carichi di pioggia si rincorrono e sembrano puntare volontariamente su di noi.
Con l'aiuto del radar cerco, per quanto possibile, di evitarli ma non sempre ci riesco.
Nel pieno della notte uno stormo di libellule comincia a girarci intorno. Molte cadono in barca morte.
Delle rondini le seguono ma siamo lontani 150km dalla costa più vicina e sono sfinite al pari delle libellule.
Una di queste rondini, si posa in barca, al riparo dalla pioggia. Rimarrà a riposarsi per qualche ora.
E' incredibile come si possa creare empatia non solo con una rondine ma anche con una libellula, con qualsiasi essere vivente che condivida la tua condizione.
A pensarci bene dovrebbe essere sempre così.
In fondo tutti gli esseri viventi su questo pianeta sono sulla stessa "barca" che naviga in un infinito,freddo e oscuro oceano.
Dopo 35 ore di navigazione arriviamo in Calabria.
Quando scendiamo, la terra non vuol saperne di stare ferma e la nausea sale. Ho il mal di terra e ce l'avrò per più di 24 ore.
Roccella Ionica è un posto piacevole, il turismo balneare la fa da padrone ma qui la stagione è già finita da tempo anche se siamo solo a metà settembre e si fa senza problemi il bagno in un acqua cristallina.
Appena possibile si salpa nuovamente verso la meta finale.
Siracusa ci accoglie, bellissima e invitante.
La baia di marina grande è, come il nome lascia intuire, enorme.
Poche barche all'ancora ma concentrate in una minima parte della baia,la più vicina alla città vecchia.
Le barche sono comunque molto distanti tra di loro e si sta tranquilli.
Trascorriamo una settimana a Siracusa aspettando che "sballi". Mai vista tanta pioggia, tanto intensa e prolungata.
E nemmeno i siracusano. Sono sconvolti, non abituati a non vedere il sole per più di un paio di giorni di seguito.
Approfittiamo della sosta prolungata e dei brevi momenti in cui smette di diluviare per girare la città e in particolare l'Ortigia.
La parte antica che si siluppa sulla penisola denominata appunto Ortigia.
L'atmosfera è siciliana, senza alcun dubbio. Il mercato dell'Ortigia è un turbinio di colori, profumi, cibi che ti prendono senza via di scampo.
Per conto nostro nemmeno tentiamo di fare resistenza e ci facciamo trascinare come un canotto nelle rapide.
La città è piena di turisti da tutto il mondo.
Il pesce è eccezionale e tipicamente a costi bassissimi.
Compriamo anche una lampuga, pesce conosciuto dai marinai come "dorade". Il nome straniero è evocativo dei suoi colori.
Da vivo, o ancora freschissimo, ha riflessi metallici, cangianti da far invidia al più bello dei colibrì.
Il nostro sembra pescato da pochi minuti.
Dopo circa una settimana troviamo un buco di un paio di giorni nelle perturbazioni che si susseguono.
Sosta tecnica a Pozzallo e finalmente arriviamo a Licata.


Il marina di Licata è molto bello e ben curato. Avremo modo in seguito di vedere avere conferma che non si tratta solo di una impressione.
Tutto lo staff è cordiale oltre la doverosa professionalità.
La direzione si prodiga anche a rendere "viva" la permanenza dei crocieristi con varie attività.
Scopriamo con piacere che non siamo soli. Al momento del nostro arrivo ci sono almeno una sessantina di altri naviganti a tempo più o meno pieno.
Tutti stranieri, unici italiani siamo noi. Sarà dura capirsi.
Molti inglesi e francesi, il resto americani, neozaledesi, svedesi, norvegesi, austriaci insomma 1/2 mondo è ben rappresentato.
Si tratta di una comunità attiva che si da da fare in tutti i sensi.
BBQ settimanale, yoga, pilates, attività fisiche varie, tornei di mexican train (una specie di domino), bridge, corsi di lingue. Non ci si annoia.
Tutti sono simpatici, cortesi e non manca mai un saluto o la manifestazione di interesse per la tua salute, anche oltre la normale cortesia.
Con alcuni facciamo amicizia.
Derek e Claire, inglesi, sono una forza, lui in particolare è una delle persone più simpatiche che abbia mai conosciuto.
Nonostante le difficoltà linguistiche ci si capisce quanto basta perchè stare insieme sia divertente e piacevole.
Anche con un altra coppia di inglesi, David e Sarah, stringiamo un rapporto più stretto.
Lei è una sportiva incredibile. Corre per 20km come niente e poi va a fare il bagno a mare. Questo anche a fine dicembre.
Poi ci sono David e Juliet, anziana ma arzilla da non credere, anche loro inglesi. Lei è una dolce e simpatica 80enne. Piena di vita e sempre allegra.
Ammetto che avevo dei preconcetti nei confronti degli inglesi. E invece.....
Hanno un innato senso del bene comune che si manifesta in molti modi. Nel corso dei mesi trascorsi insieme ne abbiamo avuto più volte la conferma.
Il bene comune, concetto a noi italiani scarsamente familiare, è, purtroppo, quasi del tutto assente nella maggior parte dei Licatesi.
La città meriterebbe ben altra attenzione dai suoi cittadini.
La parte vecchia è bella nonostante sia trascurata e sporca.
Molti palazzi antichi, chiese, stradine che si inerpicano sulla collina che porta al castello che domina la città.
Tutto molto bello ma i licatesi e l'amministrazione pubblica non fanno niente per invogliare i turisti, che pure ci sono.
Commissariati da una vita, senza un sindaco l'ordinaria amministrazione non riesce nemmeno a garantire quel minimo di pulizia e ordine.
La raccolta rifiuti è ben lontana dall'efficienza. Cani randagi scorazzano indisturbati, si respira un'aria di rassegnazione e fatalismo.
Io che sono napoletano conosco bene queste situazioni ma dopo tanti anni a Venezia mi colpiscono ugualmente.
E' un vero peccato. I licatesi sono per altro molto socievoli e gentili.
I pochi giovani che restano a vivere in città, la stragrande maggioranza è al nord o all'estero, cercano disperatamente di cambiare quello che sembra
un ineluttabile destino di declino.
Tutta la zona è intensamente coltivata. Distese di serre fino a dove l'occhio può arrrivare. Pomodori, zucchine, carciofi, di tutto.
E tutto finisce chissà dove perchè nei negozi del posto non è facile trovare quello che si coltiva a pochi passi.
Stesso dicasi per il pesce. La flotta peschereccia lavora tanto ma quasi tutto passa direttamente dalle barche ai camion frigo, spedita in giro per l'Italia e il mondo.
Non è che moriamo di fame, anzi. Però uno si aspetterebbe di trovare questo ben di dio in ogni bottega, visto che lo producono ad un tiro di schioppo.
Misteri del mercato.
Ovviamente le nostre giornate non si consumano solamente tra BBQ, giochi di società e attività quotidiane varie.
La Valle dei Templi è a pochi chilometri, Ragusa Ibla, Modica, Scala dei Turchi, la casa di Montalbano.
Tutti posti bellissimi che visitiamo estasiati.
A proposito di Montalbano, due curiosità.
La serie e i libri di Camilleri a quanto pare sono conosciuti e amati anche all'estero. Molti dei nostri amici leggono e/o guardano le puntate del più amato commissario della tv.
La casa (televisiva) di Montabano è proprio come ce la fanno vedere. Anzi la spiaggia è anche più bella.
Il giorno in cui ci siamo andati in pellegrinaggio, incredibilmente, c'era più gente che alla Valle dei Templi. Effetto psicotropo della televisione sulle menti deboli di noi italiani.

 

Commenti (0)
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Gennaio 2018 15:12
 
Crociera 2017 - 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da ruggiero ascione   
Giovedì 14 Settembre 2017 00:00

Cari amici,

non siamo spariti e nemmeno ci ha colto una crisi di pigrizia totale.
Semplicemente non c'era niente di interessante da raccontarvi o da farvi vedere.
Dovevamo ripartire a maggio ma una serie di "lavoretti" si sono protratti ben oltre il previsto, e in verità a Monfalcone si stava benissimo per cui tanta fretta non c'era.
A luglio eravamo partiti e siamo arrivati anche a metà Croazia ma un problema al motore ci ha convinti a tornare indietro.
Si è rivelato poi un problema da poco che avrei potuto risolvere sul posto ma va a saperlo senza smontare tutto e farlo in mezzo al mare non era la migliore scelta possibile.
Poi per A o per B è passato un altro mese prima di ripartire, e qui ha giocato un ruolo la pigrizia.
Croazia in scioltezza e poi una lunga navigazione di 33 ore non-stop fino in Grecia per saltare Montenegro e Albania.
Abbiamo beccato la nostra dose di mare, vento e acqua salata. Sveglie in piena notte per il vento e mare che montano, perchè arriva la chiatta con la gru e il pontile deve essere sgombrato, insomma ogni scusa è buona per notti insonni e faticose.
Al mattino sei uno straccio e ti dici : ma chi me l'ha fatto fare? Stavo così bene seduto in ufficio con l'aria condizionata e il pavimento che non si muove, che quando tira vento è solo un fastidio per l'acconciatura, che se piove uso l'ombrello.
E poi vedi questo e ti vengono le lacrime agli occhi per l'emozione, il sonno passa e la stanchezza pure.

 

 

Commenti (0)
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Gennaio 2018 15:41
 
Copyright © 2018 www.janara.it. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.