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Dall'archivio foto

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Dal 14 al 29 giugno 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da ruggiero ascione   
Mercoledì 29 Giugno 2016 00:00

 

14/6/2016 Durazzo
Il programma preveda partenza alle 04.00 ma il meteo decide diversamente.
Alle 2.00 comincia a piovere, piano, a scrosci, a catinelle, di nuovo pioggerellina.
Alle 4.00 la sveglia suona ma la sposto avanti di un ora, almeno che sia quasi chiaro per l'uscita dal porto.
Ore 5.00 si va.
Chiamata sul canale 16 all'autorita portuale (che dormiva beatamente e mi avrà maledetto) e 3 squilli al cellulare all'agente perché avvisi tutti gli altri (ma chi avrà da avvisare poi, boh).
Il cielo è nero di nuvole gonfie di pioggia e qualche goccia viene giù.
Volgendo la prua verso nord però sembra che il tempo brutto ce lo lasceremo alle spalle.
Speriamo.
Di sicuro alle spalle abbiamo il vento. Sostenuto, con una bella onda che ci farà ballare.
La giornata sarà lunga.
Obiettivo, non espresso per scaramanzia, è Dubrovnik ma è lontano anni luce.
Stabiliamo quindi tappe intermedie, in Montenegro, raggiunte le quali valuteremo se proseguire.
È così che passiamo Bar, poi Budva e infine le bocche di Cattaro, ultima possibile tappa intermedia.
Le passiamo che sono le 17, già 14 ore di navigazione sulle spalle.
Andiamo avanti.
In realtà potremmo fermarci a Cavtat, primo avamposto Croato risalendo, ma il luogo non è di mio gusto.
A dirla tutta il luogo non ha niente che non va, anzi è anche piacevole.
Ma le pratiche doganali si svolgono con modalità che non trovano riscontro altrove, almeno a mia conoscenza.
Al molo della dogana devi ormeggiare con ancora e cime a terra, operazione già di per se poco sicura, figuriamoci con un andirivieni di barche che fanno le tue stesse operazioni, e come se non bastasse si deve anche pagare l'uso della banchina.
Per cui Cavtat è stato cancellato dalle mie carte già da tempo.
Comincia a fare buio ma siamo vicini alla meta.
Abbiamo viaggiato ben oltre la nostra normale velocità di crociera a motore. I consumi ne risentiranno ma non c'era alternativa per non arrivare in piena notte.
Attracchiamo al molo doganale di Dubrovnik alle 20.30.
Faccio le pratiche abbastanza in fretta ma poi dobbiamo spostarci perché fanno servizio H24 e non si può sostare.
Non è ancora finita.
Pochi minuti prima delle 23 diamo ancora nella baia di Kolocep, la prima isoletta a nord di Dubrovnik.
Stanchi ma felici, si dice così no?

15/6/2016 Kolocep
L'età si fa sentire?
Ho passato tutta la notte a battere i denti dal freddo e a sudare come un dannato.
Inoltre ho disturbi intestinali e qualche decimo di febbre.
Per cui o si tratta degli effetti della infinita giornata di navigazione di ieri, amplificati dalla vecchiaia, oppure ho un semplice scagotto.
Il vento continua e rimaniamo fermi anche il 16 e il 17.
Alle 3.00 del 17 dopo più di due giorni costantemente tra i 15 e 25 kn, l'ennesimo rafficone oltre i 30kn ci fa arare.
Ridiamo ancora e passo il resto della notte in pozzetto, accucciato sotto la capottina con un occhio aperto. Che goduria.

18/6/2016 Mljet -Polace
Finalmente il vento si è calmato e il mare è tornato praticabile senza eccessiva sofferenza.
Una coppia di amici che sta venendo verso sud è ferma da qualche giorno, anche loro per il vento, a Mljet.
Li raggiungiamo.
Polace è una insenatura molto ampia protetta da quattro isole minori in maniera tale da formare molte baie e ridossi.
L'ingresso da NE è spettacolare, da un lato la costa di Mljet e dall'altro quello di Kobrava, una delle suddette isole, corrono parallele.
La vegetazione è lussureggiante, gabbiani e cormorani sulle rocce.
Siamo in un parco naturale.
Arriviamo al molo del ristorante dove sono ormeggiati i nostri amici è fatta la manovra sono baci e abbracci, era più di un anno che non ci si vedeva e anche la scorsa stagione eravamo stati a poche miglia di distanza senza riuscire ad incontrarci.
Cena sontuosa e poi a nanna.

19/6/2016 Mljet - Polace
Giornata di riposo, visto mai dovessimo affaticarci.
Pioviggina al mattino, poi sole.
Giretto in paese, si fa per dire paese, e rientro in barca per la rivincita al ristorante.
Finisce due a zero per il ristoratore.

20/6/2016 Korcula - Badija
Salutati gli amici che proseguono verso Dubrovnik e forse il Montenegro, ci dirigiamo su Korcula.
Ancora in baia a sud della cittadina.
Un vero furto con (poca) destrezza.
Per stare all'ancora, e anche poco protetti, ci estorcono 20€.
Altro posto da cancellare.
Peccato che non capiscano che così alla fine ci rimettono, almeno con noi.
Se non ti spolpano vivo senza darti praticamente niente in cambio, magari scendi a terra, fai spesa, vai al ristorante distribuendo un pò di soldi.
Invece così col piffero e nemmeno ci torno più per cui neanche i 20€.
Ma la colpa è tutta del "cancro" della nautica, il charter.
Su 15 metri barca ci trovi 10/12 persone che stipate come sardine hanno assoluto bisogno di acqua, bagni terrestri, ristoranti (voglio vedere a cucinare per 10 in barca).
Se anche spendono 120€ di ormeggio che gli frega?
Questo ha provocato negli ultimi anni un aumento esponenziale dei costi, senza nessun miglioramento nei servizi, e ha distrutto letteralmente dei posti meravigliosi.
Uno di questi è Palmizana, una isoletta di fronte Hvar.
Era un sogno.
Un marina piccolo e carino, dove potevi fare il bagno in mezzo alle barche tanto era pulito.
C'era un traghettino che faceva poche corse per Hvar e alle 23 finiva il disturbo.
L'ultima volta che ci siamo stati, qualche anno fa, era impestato di barche di charter, rumorose, maleducate e sporche.
I pontili erano un letamaio e il traghettino si era trasformato in un mostro che, dopo essersi replicato una decina di volte, correva, insieme alle sue repliche, come impazzito 24 ore al giorno.
Un inferno aveva sostituito il piccolo paradiso.
Soldi, unico dio.

21/6/2016 Scedro - Lovisce
Baietta piacevole anche se relativamente affollata.
Prendiamo un gavitello della taverna da Rato.
Quando scendiamo per la cena ci fanno accomodare ad un tavolo lungo a cui sono già sedute altre due coppie.
Due sono anziani, tedeschi, ma hanno praticamente finito, salutano e vanno via.
Gli altri due scopriamo sono italiani, più giovani di noi di qualche anno (più di qualche ma non ammetterò mai che siamo più vecchi in maniera esplicita!).
Alla fine viene fuori che la loro barca è ormeggiata a poche centinaia di metri in linea d'aria da dove tenevamo la nostra a Monfalcone, praticamente siamo parenti.
Molto simpatici, la serata passa velocemente raccontandoci le reciproche avventure.
Le nostre scelte di vita li incuriosiscono parecchio e forse suscitano anche un pò di invidia.
Ci lasciamo con il proposito di risentirci per una birra al loro rientro dalle ferie.
Il mattino dopo mentre prepariamo per la colazione arriva il barchino che distribuisce pane, brioche e altro.
Compro una fetta di strudel e, notato che i nostri nuovi amici si sono svegliati, gli pago due brioche.
Il ragazzo gliele consegna e loro per sdebitarsi ci regalano un salame.
Simpatici e cortesi. Ci rivedremo.

22/6/2016 Solta - Likva
Navigazione piacevole fino a Solta.
Diamo ancora e cime a terra in una baia ampia e con un acqua meravigliosa.
Il vento arriva alle spalle e siamo ridossati da una collinetta.
Ricade pochi metri oltre la prua e questo crea un piacevole effetto di acqua perfettamente piatta intorno a noi.
Passiamo così il resto della giornata tra bagni e sole.
Stefania si scatena in una serie di tuffi dal cancelletto(una apertura delle draglie sul fianco della barca utilizzata per scendere a terra).
Anche io mi immortalo con la videocamera mentre mi tuffo dal pulpito di prua. La moda del selfie mi ha contagiato.

23/6/2016 Rogoznica
Immensa baia che non conoscevo.
Ce n'è per tutti i gusti.
Un marina, ormeggio alla banchina del paese e ancoraggio libero per chi vuol stare tranquillo.
Noi diamo ancora a est del paese davanti ad una spiaggetta con alle spalle una pineta.
L'acqua è pulita anche se siamo in una baia molto chiusa.
Probabilmente il fatto di essere così grande e qualche gioco di correnti e/o maree contribuisce a tenerla pulita.
Spesa al market e cena in barca poi a terra nuovamente per un giretto e un gelato.
Ormai sapete che i gelati per noi, in particolare per me, sono un must.
Dopo tanti anni ancora non mi sono rassegnato.
I gelati artigianali in Croazia sono bellissimi da vedere ma hanno tutti lo stesso gusto.
Proprio non è arte loro, non c'è niente da fare.
Ovviamente ci sono le eccezioni ma 9 su 10, vaniglia, cioccolato, caffè o banana praticamente non ci trovo differenza.
Ma a loro piace così, che ci vuoi fare.

24/6/2016 Zirije - Stupika Mala
Prendiamo il gavitello in una piccola baia.
Il fondale, 12 metri sotto di noi, ci lascia vedere chiaramente il corpo morto.
Il gestore saputo che veniamo da "Venezia" ci chiede immediatamente se conosciamo Pietro "Vattelapesca", suo fraterno amico.
Ovviamente no.
Non si rassegna, torna qualche ora dopo e mi fa vedere la sua foto sul telefonino.
Gli confermo che, con mio sommo rammarico, proprio non l'ho mai visto.
Il tizio però è simpatico e chiacchieriamo circa la bandiera belga della nostra barca.
Anche Pietro, il suo amico, ha la bandiera belga.
Più tardi tornerà ancora per fare una foto alla barca e mandarla al suo amico.
Mi metto in posa tenendo stesa la bandiera belga con una mano e con l'altra la bandiera italiana.
Rido ma penso a quanto stupidi siamo in questo paese (l'Italia).
Un sistema vessatorio, una burocrazia farraginosa,inutile e costosa stanno spingendo sempre più armatori a cambiare bandiera.
L'ultima è di inizio estate.
Si sono inventati che la vecchia cassetta di pronto soccorso non andava più bene.
Adesso è obbligatoria una nuova, costo sui 200€, che al suo interno contiene uno sfigmomanometro, una maschera ambu per adulti e una per bambini. La vera chicca però è il kg di cotone idrofilo.
Avete idea di quanto sia un kg di cotone idrofilo? Ve lo dico io.
Le confezioni che compriamo di solito, e poi buttiamo via dopo qualche anno dopo averne usato 4/5 gr, sono da 100gr.
Con un kg ci asciugo l'adriatico.
Ridicolo.
E che ci faccio di uno sfigomanometro o di una maschera ambu?
Ma vi pare che uno senza nessuna pratica medica o di primo soccorso si mette a rianimare una persona o gli diagnostica un soffio al cuore?
Il corso di primo soccorso, quello si potrebbe invece avere un senso, non è prescritto, non serve.
Non sono considerazioni solo mie ma anche e soprattuto di medici, e sono tanti, diportisti come noi.
Ma consultare qualcuno di competente non sia mai.
Mi immagino la scena al Ministero.
Salvatore (impiegato del ministero parla col collega) ma che dici, questi (i politici) non hanno specificato quanto cotone. Quanto ne mettiamo?
Rafè (Raffaele in terronia), fai tu. Ma secondo me un kg dovrebbe bastare.
Se continua così rimarrà la sola guardia costiera a battere bandiera italiana.
Ve la ricordate la canzone degli Squallor?
Volante 1 e volante 2, inseguitevi!
Faranno così le motovedette della G.C., si controlleranno a vicenda per ingannare il tempo.

25/6/2016 Zut - Zutska Aba
Il meteo da poco o niente vento per la notte e quindi decidiamo di ancorare a Zutska Aba.
Una volta tanto non si tratta di una baia ma di una specie di canale che si forma tra l'isola di Zut è una isoletta a sud est di questa, Zutska Aba per l'appunto.
Come ridosso proprio non ci siamo ma se non è previsto vento e onde si sta alla grande.
Acqua turchese e poche barche, in serata siamo in due.
Nel pomeriggio mi improvviso nuovamente operatore cinematografico e tento di fare qualche foto o ripresa con la videocamera subacquea.
Pochi risultati ma qualche miglioramento, prima o poi vi farò vedere qualcosa di decente, abbiate fede.

26/6/2016 Dugi Otok - Lucina
La baia di Lucina è parzialmente ridossata da una isola ed è un ancoraggio tranquillo.
In passato c'erano gavitelli ma adesso non più.
Sono rimasti però i corpi morti, cioè parallelepipedi di cemento che fanno da base e trattengono il gavitello e la barca ad esso legata.
Diamo ancora e poi mi immergo per trovarne uno e passarci due cime.
Le lego ad un parabordo che lascio a galleggiare e, salpata l'ancora, prendiamo le cime.
Sono previsti un paio di giorni di vento relativamente sostenuto, soprattutto di notte, rimarremo qui in attesa che passi.

29/6/2016 Molat - baia a N di Vrulje
Come nel Romanzo di Buzzati il Deserto dei Tartari, attendiamo invano il vento che doveva arrivare.
Meglio così, passiamo due giorni di relax totale tra bagni, sole e un paio di passeggiate a terra a raccogliere gocce d'oro, piccole e buonissime.
Troppo relax mi fa svegliare alle 6.00 con la smania di muovermi.
Obbligo Stefania alla colazione e alle 6.30 siamo pronti ad andare.
Si ma dove?
Scelgo 3 o 4 posti sulla cartina, più o meno in sequenza verso N.
Ci fermiamo al 3^, Molat.
Al centro della baia c'è un isoletta boscosa e tra la riva a NE di questa e l'isola di Molat ci sono decine di gavitelli (costosi, solo per ricchi o charter).
Noi ci ancoriamo un pò più a N in un acqua meravigliosa insieme ad altre 3 barche.

Ps
consiglio la lettura del romanzo di Buzzati.
Un pò pesante ma è una perfetta metafora di come spesso si consumi la propria esistenza nell'attesa che accada qualcosa che quasi mai accadrà, illudendosi che quella sia la miglior vita possibile.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Luglio 2016 09:59
 
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