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Refitting di Janara PDF Stampa E-mail
Scritto da ruggiero ascione   
Lunedì 09 Maggio 2011 00:00
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Refitting di Janara
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Saliamo in barca la prima volta in una giornata piovossisima di fine febbraio.

Piove da giorni ininterrottamente come accade spesso nel nord est.

Non ci sono condizioni peggiori per vedere una barca la prima volta. In sentina ci sono decine di litri d'acqua piovana anche se il venditore ne ha tirata via qualche giorno prima.

Nonostante questo non possiamo fare a meno di rimanere attratti dal fascino che, nonostante tutto, l'imbarcazione riesce ancora ad emanare.

Torniamo il giorno dopo con un pallido sole che dura giusto il tempo di uno sguardo all'esterno senza la pioggia che ti inzuppa.

Bella! Non c'è che dire.

Una barca sicuramente trascurata da lungo tempo e con chiari problemi alla coperta in teak.

D'altra parte ha quasi 20 anni e può anche starci.

Ci pensiamo qualche giorno e poi faccio una proposta al venditore. Proposta subordinata al superamento positivo della perizia e dell'uscita in mare.

Organizzo con l'ing. Cobau. Si può fare nel giro di una 20a di giorni. Perizia, carotaggio della coperta, analisi chimiche per stabilire il tipo di core in vista di un risanamento meno oneroso della ricostruzione della coperta.

La perizia delll'ing. Cobau si può riassumere in "......la coperta è da risanare ma è una barca sulla quale vale la pena investire. Non fare lavori di pura estetica.......".

Concludiamo l'affare e la barca dopo qualche settimana, nel frattempo continua a piovere, arriva al porto di destinazione.

Ancora qualche giorno e finalmente entra in capannone per l'inizo dei lavori.Alaggio

 

Ridendo e scherzando siamo al 25 maggio.

 


 

Abbiamo già messo in preventivo di saltare la stagione ma un filino di speranza di fare un paio di bordi a fine settembre/ottobre c'è.

I lavori cominciano ma procedono molto più lentamente di come dovrebbero.

Il teak in coperta viene rimosso abbastanza velocemente su una prima parte della coperta ma subito si evidenzia che la pelle esterna è delaminata in alcune zone abbastanza estese da rendere opportuno un approfondimento.

 

Rimuoviamo anche la pelle in alcuni punti e ci rendiamo conto che l'umidità penetrata nel core è impensabile da asciugare con l'aspirazione (macchine per il sottovuoto) e rimarrebbe il serio pericolo di una successiva comparsa di bolle sul gelcoat o peggio.

Decisione rapida : rifacciamo la coperta.

Quando si parla di rifare la coperta si intende sul serio : togliere il teak, rimuovere la pelle esterna del sandwich e il core e ricostruire il tutto stratificando nuovamente.

Un bel lavoraccio, costoso, lungo e impegnativo sotto tutti i punti di vista.

Ma se si vuole fare un lavoro che duri nel tempo non ci sono alternative. Ricostruzione coperta

Quello sarà solo l'inizio di una serie di interventi che porteranno ad un refitting (quasi) totale della barca.

Il quasi lo lascio solo perchè l'impianto elettrico (o meglio parte di questo) non sarà cambiato.Bocca sigillata

Per il resto gli interventi partiranno dalla coperta, passando per la verniciatura degli interni e arrivando alla rimozione della pinna di deriva con rilaminazione della zona di attacco.

Levigatura e verniciatura dei paioli, rivestimento in sky dei cielini, rivestimento in pelle della ruota timone,sostituzione dei wc, dei tubi, smontaggio dei serbatoi gasolio con relativa pulizia , installazione dell'elica di prua, del riscaldatore, revisione della bussola,

poppa attrezzata con plancetta abbattibile, sdoppiamento del paterazzo, sistemazione e verniciatura degli interni, verniciatura della coperta e delle fiancate.

Revisione dei winch e di tutti i bozzelli con sostituzione delle sfere di questi ultimi (2.100 sfere in torlon costano una fortuna).

Insomma la facciamo nuova. Anzi meglio che nuova.

Gallery foto del refitting

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Luglio 2016 10:10
 
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